Germania (1919-1945)
"VERWUNDETENABZEICHEN " (DISTINTIVO PER FERITA) NERO   CON IL RELATIVO ATTESTATO DI UN MEMBRO DELLA DELLA 20.PANZERDIVISION
Prezzo: Euro 150,00 (attestato + distintivo ) - cod. nr. 24663
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L'Oberschutzen Theo Wolf intestatario degli attestati

Theo Wolf, come è possibile apprendere dal suo Wehrpass, era nato il 6 marzo 1921 in una cittadina della Bassa Sassonia del distretto di Harburg e si era arruolato il 20 giugno 1940 presso il distretto militare di Luenburg, una delle città della Lega Anseatica, entrando a far parte della "Reserve I" che in tempo di pace raggruppava quei giovani sotto i 35 anni che avevano già ricevuto un addestramento militare.
Il 7 febbraio 1941 era stato assegnato alla 2./Schutzen Ersatz Bataillon 59 (mot.) di Jena.che forniva gli effettivi all'Infanterie Regiment 59 della 19.Infanterie Division divenuta nel novembre 1940, 19.Panzer Division.


All'inizio dell'Operazione Barbarossa il reggimento passò alle dipendenze dell'appena costituita 20.Panzer-Division del General der Panzertruppen Horst Stumpff, con la quale iniziò a combattere  a Minsk, Smolensk e Cholm nella corsa verso Mosca. Il 1giugno 1941 la divisione venne sostituita dalla 12.Panzer Division nell'accerchiamento delle truppe russa a Minsk e continuò la sua avanzata verso la Beresina e la Duna. Il 7 luglio la divisione attraversò la Duna tra Ulla e Komatschino e arrivò davanti a Vitebsk. Durante la conquista della città subì numerose perdite in pesanti combattimenti.
Successivamente la divisione si mosse verso Surash e Welisch. Successivamente la divisione si diresse ad est e, alla fine di luglio, raggiunse l'area di Smolensk.


Il 24 luglio 1941 Theo Wolf fu ferito per la prima volta da una scheggia che lo aveva colpito ad un braccio e gli fu conferito il "Verwundetenabzeichen in Schwarz" (Distintivo per ferita di 3° classe) con l'attestato firmato dal Colonnello medico comandante del Reserve Lazaret di Quedlinburg che gli fu consegnato l'8 agosto al momento di lasciare l'ospedale.
Il 17 agosto 1941 Theo Wolf, quando era in forza alla 8./S.R.59, ricevette il "Panzerkampfabzeichen in Bronze" accompagnato dall'attestato  firmato da Georg von Bismarck quando esercitava, per un breve periodo, il comando della 20.Panzer Division al posto del Generalleutnan Horst Stumpff.
Il 18 agosto la divisione riprese la sua corsa verso l'area di Welikije -Luki. Dopo la sua cattura proseguì verso Toropiez e quindi ritornò nell'area di Demjansk. In settembre la divisione fu trasferita in treno e a piedi nel settore centrale del fronte orientale nell'area di Roslavi. Fino a quel momento le perdite della divisione ammontavano a 929 morti, 2420 feriti e 50 dispersi.


Da Roslavi la divisione si unì alle altre forze destinate all'offensiva su Mosca anche se non poté parteciparvi per il mancato arrivo dei rifornimenti. All'inizio di dicembre la divisione raggiunse l'area intorno a Namenkoje e Matschichino a est del fiume Nara. Il 5 dicembre ebbe l'ordine di ritirarsi nell'area di Wolokolmanskalle come Armee-Reserve. Il 13.1.1942 il battaglione di Theo Wolf venne inserito nel Kampfgruppe Hertwig dove rimase fino al 1.2.1942.
Pochi giorni dopo fu trasferito nella prima compagnia del Schutzen Regiment 112 appena costituito. La divisione fu impegnata nelle operazioni difensive della testa di ponte di Rusa finchè venne evacuato, per portarsi poi, all'inizio di febbraio, a combattere intorno al Below-Kessel dove resistevano considerevoli forze russe, nell'area di Gshatsk.


Qui Theo Wolf venne ferito una seconda volta il 6.2.1942 e per questa ferita ricevette ben due attestati: uno per il distintivo da ferita nero firmato "in vece" del comandante di battaglione da un tenente del I./Schutzen-Regiment 112 ed il secondo per il distintivo di ferita argento firmato dall'Oberfelsarzt und Kommandeur del San.=Abteilung di Mainz, dove era stato ricoverato. Questa ferita, una scheggia di granata alla testa, fu quindi più grave e tale da fargli assegnare il distintivo per ferita di classe superiore. Questo attestato gli fu consegnato il 9 giugno 1942 mentre quello per il distintivo nero gli fu consegnato il 15 aprile 1942 quando fu decorato con la Croce di Ferro di 2° Classe con un attestato firmato dal generale von Thoma che aveva assunto il comando della divisione il 14.10.1941. Theo Wolf ritornò al fronte nel marzo 1943 con il "Pz.Gren.Ers.u.Ausb.Btl.59" ma il 29 giugno 1943 venne esonerato dal servizio per le ferite riportate dopo aver ricevuto la Ostmedaille ed aver raggiunto il grado di "Obergefreiten".


Questo "Verwundetenabzeichen" (Distintivo per ferita nero), assolutamente originale, è stato realizzato nel primo periodo di guerra in lamina di ottone verniciata di nero opaco. Questo esemplare ha perso quasi tutta la patina nera originale mettendo in luce l’ottone sottostante, ma rendendo ancora meglio visibile la finezza dei particolari incisi con al centro l’elmetto modello M35. Il distintivo nero veniva assegnato a chi aveva subito una o due ferite.
Dopo aver chiuso l'assegnazione dei "Verwundetenabzeichen fur deutsche Freiwillige im spanische Freiheitskampf" (i distintivi per ferita destinati alla Legion Condor) ai combattenti nella Guerra di Spagna, Hitler ristabilì i "Verwundetenabzeichen", già in uso durante la Prima Guerra Mondiale, il 1 settembre 1939 per premiare coloro che erano stati feriti in combattimento contro il nemico. Il decreto di reintroduzione stabiliva che il distintivo era "...come un marchio di onore per tutti coloro che avevano rischiato la loro vita per la Patria ed erano rimasti feriti o menomati."

Potevano esserne insigniti tutti i membri delle Forze Armate e, dopo il 1943, anche i civili colpiti durante i sempre più numerosi raids alleati sopra le città tedesche. Il distintivo era assegnato in tre gradi diversi: nero, argento e oro. La versione assegnata dipendeva dal numero e dalla serietà delle ferite riportate. Il distintivo in oro veniva assegnato a chi aveva subito più di quattro ferite.
Tutte le versioni venivano indossate sulla sinistra del petto della divisa più in basso di qualsiasi altra decorazione, se presente. Per ovvie ragioni non era un riconoscimento molto ambito dai singoli individui visto che il meritarselo implicava subire non poca sofferenza. Viceversa era uno di quelli maggiormente ammirati dagli altri proprio per le stesse ragioni.


   
   
 
 

24-9-2020